" Chi lavora con le mani è un operaio.
Chi lavora con le mani e con la mente è un artigiano.
Chi lavora con le mani, la mente e il cuore, è un artista. "
San Francesco d'Assisi

sabato 18 dicembre 2010

Proseguiamo con i lavori natalizi:  ecco questo spettacolare albero eseguito da Meredith!!!

mercoledì 15 dicembre 2010

Ecco qui qualche ricetta tradizionale di Natale che noi merlettaie, provenienti da varie parti d'Italia vogliamo condividere con voi che leggete: Buon divertimento e buon appetito!!

Iniziamo con i  Tortelli di zucca (in mantovano “tortei ad suca“) sono  un piatto magro che viene solitamente consumato durante la cena della vigilia di Natale il 24 dicembre.
Il gusto dei tortelli di zucca è veramente raffinato e particolare: unisce infatti il gusto dolce della zucca a quello leggermente piccante della mostarda mantovana.
Ingredienti per 6 persone
1,5 chili di zucca, 1,5 etti di amaretti, mostarda mantovana, noce moscata, formaggio grana grattuggiato, sfoglia.
 Preparazione
Per prima cosa bisogna preparare il ripieno dei tortelli. Bisogna cuocere la zucca al forno o a vapore. Bisogna poi togliere buccia e semi della zucca, aggiungere gli amaretti sbriciolati ed un po’ di mostarda mantovana ben senapata. Infine bisogna aggiungere un pizzico di noce moscata ed il formaggio grana grattugiato.
L’impasto va quindi lasciato riposare in un luogo fresco per circa 12 ore, dopo di che si prepareranno delle piccole palline di circa 2 centimetri di diametro, che andranno poi distribuite sulla pasta sfoglia.
Solitamente ogni tortello dovrà essere ritagliato in un qudrato di circa 10 centimetri di lato di pasta sfoglia.
La cottura
I tortelli di zucca vanno cotti in acqua salata. Una volta pronti, vanno raccolti dalla pentola pochi alla volta e distribuiti a strati successivi in una zuppiera. Tra uno strato e l’altro di tortelli, condire con abbondante burro fuso e formaggio grattugiato.

p.s.: la mia mamma li condisce anche  con un ragù di salamella mantovana  sbriciolata e salsa di pomodoro:  una goduria!!!!  Vilma




Tacchina ripiena (pulina ripiena)

Per il ripieno: carne trita di manzo e maiale in eguale misura - noce moscata - pepe - salvia e rosmarino tritati - 1 o 2 uova (il ripieno non deve essere duro duro) grana grattuggiato - sale - noci tritate

Fare rosolare questo ripieno nel condimento (olio, burro, gradina, quello che usate di solito insomma) e poi farlo raffreddare.

Prendere una tacchina rigorosamente femmina. Pulirla e riempire la pancia col ripieno e altro sale. Poi cucirla per non farlo uscire.

Rosolare sul fornello (condimento come sopra) unendo ancora sale e pepe ed un bicchiere di vino bianco. A parte preparare del brodo col dado (la mia mamma è rigorosa su questo) con il quale bagneremo la carne di tanto in tanto mentre la giriamo. Cuocere dalle due alle tre ore.

Il giorno di Santo Stefano è di rigore mangiare gli avanzi: "pulenta e galina fregia" come diciamo noi del lago (di Como)

Buon appetito
Donata





 PASSULATEdolcetti di Natale calabresi
Per ottenere un buon risultato bisognerebbe cominciare a preparare gli ingredienti qualche mese prima.  In tempo di vendemmia prendere 4 litri di mosto, versarlo in una pentola con 4 cucchiai di zucchero e metterlo su fuoco basso fino a quando si ridurrà di un terzo: questo è il vino cotto.  Sarebbe bello fare appassire degli acini d’uva per ottenere l’uvetta passa (400 gr), ma chiaramente va bene anche quella acquistata. Arriva il momento di prendere le mandorle  che andranno sgusciate, spellate e tostate leggermente (700 gr).  Ora è la volta delle noci : sgusciatele e rompetele grossolanamente (700 gr).  Cosa manca??? Ahh! Fate seccare le scorzette d’arancia sul camino o sul termosifone e poi tritatele finemente nel mortaio  insieme ai chiodi di garofano. Ora che tutti gli ingredienti sono pronti si può cominciare ad  assemblarli .   Mettere in un recipiente capiente: le noci, le mandorle, l’uvetta, lo zucchero (250 gr), la scorza d’arancia coi chiodi di garofano e la cannella a vostro gusto.  Mescolate, aggiungete le farine (bianca 400 gr, di semola 600 gr) e vino cotto quanto basta per ottenere un impasto che permette di tenere assieme una formina. Adagiate i dolcetti su foglie di limone o carta forno sulla piastra e infornare a 175° per 8-10 minuti (finché saranno dorati). Togliere dal forno , bagnare la parte superiore con vino cotto e passare nello zucchero. Lasciate raffreddare.  Questi dolci si conservano per tutta la durata delle feste (circa un mese).
La tradizione vuole che si offrano a vicini, amici e parenti come augurio e dono natalizio...
Ed è quello che Maria (Meredith per le amiche merlettaie) fa  con noi ogni anno,  condividendo con noi questa prelibatezza !!! 


 

 ALICI A SCAPECE – piatto della Vigilia campano suggerito da Daniela
Lavate e pulite 300 g di alici piccole : dopo averle infarinate, friggetele  in olio bollente. Scolatele su fogli di carte assorbente, salatele e sistemate ben pressate in una terrina.  Intanto fate bollire in un pentolino mezzo bicchiere di aceto con un bicchiere d’acqua, 2 spicchi d’aglio, pepe e origano a piacere. Dopo pochi minuti togliere il liquido dal fuoco e versatelo ancora caldo sulle alici. Lasciate marinare almeno un giorno e aggiungete, volendo, un ciuffo di prezzemolo tritato.





OCA ARROSTO ricetta milanese che Rosanna ha imparato  da nonna Adelaide, mamma Angelina ed ora zia Wanda
L’ingrediente principale è chiaramente l’oca  che una volta proveniva dal pollaio di casa e che va messa in un  grosso tegame  preferibilmente di rame con 2 hg di lardo, 2 hg di grasso di manzo, 2 hg di grasso di maiale, 1 hg di burro, 1 cipolla, 1 rametto di rosmarino, 1 foglia di alloro, un pizzico di noce moscata. Far cuocere a fuoco lento  (le stufe a legna erano l’ideale una volta) fino a quando tutti gli ingredienti (i grassi) si sono sciolti, salare ed aggiungere mezzo bicchiere di buona grappa, coprire la pentola e lasciare proseguire la cottura lentamente per almeno due ore. Chiaramente il tempo dipende molto dal peso dell’oca ma anche dal tipo di animale.
A fine cottura l’oca si deve presentare dorata, quasi marrone, e croccante.  Il sugo di cottura deve essere liquido tranne il fondo e  vi assicuro che non è per niente grassa.  Molti anni fa il liquido di cottura con relativo fondo, detto “i grattuni” in milanese veniva messo nelle terrine e conservato per essere usato come condimento per patate arrosto, riso bollito, zuppa di pane di miglio, pasta e altro
Per me il profumo dell’oca quando cuoce è …. Il Natale
Rosanna





ANATRA di Natale della mamma (veneta) di Rita
Il pranzo di Natale si apriva con del salame cotto come antipasto, seguito dai tagliolini (fatti in casa) in  un brodo di carni che venivano poi consumate accompagnate dalla mostarda.  Era poi il momento dell’anatra (chiaramente  del pollaio di casa), che veniva  adagiata in un tegame dove si era fatto rosolare un trito di lardo battuto, riempita di aromi  freschi reperibili nell’orto: rosmarino, salvia, alloro e alcune fette di limone.  Si faceva rosolare, spruzzandola con del buon vino  nero da tavola e fatta cuocere a fuoco lento per circa 2 ore.
Anche qui, ingredienti poveri ma che facevano festa.




TRIPPA della Vigilia di Mariangela e Raffaella (e della sua mamma Agnese)- Guanzatesi  d’origine controllata
Gli ingredienti principali sono come sempre nostrani: pancione e centofoglie.
Bisogna far rosolare il centofoglie (trippa)  con il pancione (pancetta) e l’olio. Aggiungere poi in proporzione carote, sedano, cipolle, fagioli, pomodoro  e aromi che una volta si chiamavano “droghe”: chiodi di garofano e pepe.  Coprire il tutto di acqua.  Far cuocere  lentamente per almeno 3 ore.
Questo piatto, a Guanzate,  viene mangiato la notte della vigilia al ritorno dalla Messa di mezzanotte e vi assicuriamo  che se la preparate il mattino o addirittura il giorno prima , a quell’ora sarà  una prelibatezza!!!




INSALATA RUSSA di Pinuccia  … “come la facevamo da vendere fresca in negozio”
Lessare separatamente 600 gr di patate e 400 gr di carote.  Lasciar raffreddare e tagliare a dadini. Aggiungere cetriolini sott’aceto  e capperi tritati.  Preparare una maionese fresca con  buon olio e ottime uova da galline “felici” e quindi amalgamare il tutto.
Sulle tavole dei guanzatesi non manca mai questa golosità da mangiare sia come antipasto che come contorno

Liberata, oltre ad esse una cuoca superba, si cimenta con il merletto moderno ...

lunedì 13 dicembre 2010

«Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia». Il proverbio è noto: secondo il vecchio calendario, infatti, il 13 dicembre era la data del solstizio, ovvero la giornata più breve dell’anno. Serviva dunque una «santa della luce», per garantire che sole e calore sarebbero presto tornati a dar vita al mondo: e santa Lucia arrivava proprio al momento giusto! Ancora oggi, in tutt’Europa il 13 dicembre è festeggiato da grandi falò, sfilate con fiaccole, cerimonie in cui s’accendono candele: tutto per simboleggiare la vittoria della luce sull’oscurità e sul male.
In Scandinavia, però, e soprattutto in Svezia i riti di santa Lucia hanno uno spazio molto particolare: oggi in ogni città i bambini svedesi scelgono tra loro la «sposa di Lucia», le pongono sulla testa una corona di 7 candele e – vestiti di bianco – formano al suo seguito un corteo che porta doni negli ospizi e negli ospedali. Allo stesso modo nelle case è tradizione che la figlia più giovane, sempre con veste bianca e corona luminosa, svegli i genitori offrendo loro dolci e caffè.
Ma anche in molte zone d’Italia è santa Lucia a portare i suoi doni ai bambini, che spesso le indirizzano le loro letterine. Gli altri, quelli a cui i regali li portano Gesù Bambino o Babbo Natale, dovranno pazientare un pochino: il 25 dicembre non è poi tanto lontano...


martedì 7 dicembre 2010

Allora ragazze avete iniziato lo shopping di Natale??  Cerchiamo di fare regali col cuore quest'anno, non importa spendere tanto: è più gratificante vedere gli altri sorridere per un pensiero ... pensato!!!

Enrica passa dal pizzo classico a un disegno originale del Santuario di S. Lorenzo a Guanzate!